Nuova legge elettorale
Al Presidente della Repubblica On. Giorgio Napolitano
Al Presidente del Consiglio On. Romano Prodi
Al Presidente del Senato On. Marini
Al presidente della Camera On. Bertinotti
Ai Presidenti delle Regioni Italiane
Ai responsabili Nazionali dei partiti politici
Al Presidente della Casa delle Libertà On. Silvio Berlusconi
E p.c.
Al Segretario della C.E.I.
S.E.Rev.ma Card.Bertori
Al Presidente del Consiglio On. Romano Prodi
Al Presidente del Senato On. Marini
Al presidente della Camera On. Bertinotti
Ai Presidenti delle Regioni Italiane
Ai responsabili Nazionali dei partiti politici
Al Presidente della Casa delle Libertà On. Silvio Berlusconi
E p.c.
Al Segretario della C.E.I.
S.E.Rev.ma Card.Bertori
Oggetto: Nuova legge elettorale.
Al di là del modello che molto spesso viene proposto, da quello tedesco, a quello spagnolo, vorrei richiamare la vostra attenzione su due fatti che personalmente e i soci da me rappresentati ritengono importante.
Troppo spesso la nostra democrazia pecca di emulazione, invochiamo a sostegno delle nostre scelte modelli che spesso non ci appartengono senza considerare che forse saremmo capaci di studiare ed attuare un modello italiano originale e diverso, in grado di rafforzare l’idea di “democrazia” coniugandola con giustizia e partecipazione.
Ma evidentemente la nostra politica assomiglia sempre più ad uno studente indolente e superficiale che non riesce a far altro che copiare per riuscire a superare l’esame ed avere la patente per costruire una società diversa.
Per questo mi rivolgo a voi che conoscete benissimo un “partito” sempre più grande che sembra destinato a crescere quello degli astensionisti e quello delle schede bianche.
Sempre più la nostra politica somiglia ad un vecchio decrepito incapace di affrontare le sfide del terzo millennio, che balbettando tende a mantenere se stesso.
Vi chiederei per rafforzare l’idea di giustizia e di partecipazione di mantenere il proporzionale e reintrodurre a tutti i livelli le preferenze personali, in modo che il cittadino scelga liberamente la persona che più gli dà affidamento, di cui si fida ed ha fiducia, questo non soltanto darebbe di nuovo dignità al voto, ma potrebbe far nascere anche quel fenomeno, in cui l’onestà dell’individuo viene prima dello schieramento politico, e dell’appartenenza partitica, inoltre dovreste aggiungere anche il fatto che un candidato non possa proporsi in più di un collegio elettorale, credo che queste semplici regole al di là del modello prescelto comincerebbero a ridare fiducia ad un elettorato sempre più distratto ed incapace di “sentire” la responsabilità di una scelta che determina dolenti o volenti il proprio futuro.
Comprendo che questo spezza l’egemonia dei vertici dei partiti sia a livello locale che nazionale, ma vi assicuro che siamo stanchi di una politica miope, in cui i vertici designano i candidati che il cittadino accetta a vota a scatola chiusa, una politica che non sa guardare al di là della poltrona sulla quale ciascuno è seduto, e che sempre di più diventa lontana dalla gente, dai suoi bisogni, dalle sue difficoltà del vivere oggi in una società sempre più spersonalizzante e personalistica, in cui domina l’egoismo e l’arrivismo più sfrenato.
Se guardiamo alla Dottrina Sociale della Chiesa forse possiamo trarre un po’ d’ispirazione per giungere a delle conclusioni positive anche per risolvere questo problema.
Infatti al paragrafo che segue troviamo:
b) Partecipazione e democrazia
190 La partecipazione alla vita comunitaria non è soltanto una delle maggiori aspirazioni del cittadino, chiamato ad esercitare liberamente e responsabilmente il proprio ruolo civico con e per gli altri, ma anche uno dei pilastri di tutti gli ordinamenti democratici,407 oltre che una delle maggiori garanzie di permanenza della democrazia. Il governo democratico, infatti, è definito a partire dall'attribuzione, da parte del popolo, di poteri e funzioni, che vengono esercitati a suo nome, per suo conto e a suo favore; è evidente, dunque, che ogni democrazia deve essere partecipativa.408 Ciò comporta che i vari soggetti della comunità civile, ad ogni suo livello, siano informati, ascoltati e coinvolti nell'esercizio delle funzioni che essa svolge.
Convinti come siamo che Democrazia è Partecipazione, in attesa di un vostro riscontro ci dichiariamo contrari ad ogni riforma elettorale che non restituisca dignità e libertà ai cittadini.
San Piero a Ponti
Claudio Raspollini
Autore: fradem
Categoria: nazionali
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martedì, 29.05.07 10:00:49
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