INCENERITORI IN MEZZO AL MARE.
Un'idea per gli inceneritori.
Si è appena sopita l’eco del referendum a Campi Bisenzio sulla costruzione dell’inceneritore dei rifiuti.
Certamente il dato positivo è dato dalla percentuale dei voti contrari alla sua costruzione, anche se siamo in presenza della classica vittoria di Pirro, perché non si è raggiunto il quorum per la validità del referendum stesso.
In questo caso ha vinto una forza terribile che risiede nel concetto di comodità e disimpegno.
Ha vinto la parola d’ordine, quella di non andare a votare.
purtroppo questa prassi sta diventando una regola che rischia di ridurre ulteriormente la democrazia.
Ci stiamo incamminando lentamente verso una società del tutto americanizzata, dove solo una minoranza vota e partecipa al voto politico, il resto subisce supinamente quello che altri decidono per loro.
Che tristezza!
Non andare a votare non esprime una idea, semplicemente esprime l’aridità di chi non ha intenzione di scendere sul ring democratico del confronto politico.
Si accetta la sfida, ma poi non ci si presenta sul ring.
I politici quelli di carriera hanno capito che spesso per vincere è sufficiente non partecipare, far leva sulla “svogliatezza” delle persone, quella voglia di non fare che determina l’assenteismo dalle urne, che rende valida l’indecisione, la scheda bianca e la rabbia di chi scrive parolacce sulla scheda.
Eccoci allora a partiti invisibili che per aumentare il loro consenso sposano la tesi del disimpegno.
Ciò che doveva essere una grande manifestazione di volontà popolare, di partecipazione, diventa l’espressione di pochi facinorosi contrari al progresso, alla soluzione dei problemi, questo almeno quello che vorrebbero darci ad intendere, soprattutto il presidente della Provincia, che non rinuncia a dire nonostante il voto che andrà avanti.
Quanta miopia politica.
Viviamo in una società preoccupata a bollare tutto ciò che emerge come di “sinistra” o di “destra” a prescindere dai contenuti.
Comprendete bene che siamo in presenza dell’assurdo.
L’inceneritore è dannoso o potenzialmente pericoloso, lo sapremo con esattezza solo col tempo.
Eppure per i rifiuti va trovata una soluzione non solo che contenti tutti, ma che sia valida e non un palliativo.
Che fare?
Prima di tutto impegnarsi e dare la propria adesione col voto a quella che tutti chiamano democrazia dal basso, che viene osannata come la medicina per avvicinare la politica alla gente, per poi vedere invece dove ci porta quella strada.
Poi se il danno dell’inceneritore viene dalla sua posizione troppo vicina alle case, alla gente, facciamolo da un’altra parte.
Ma nessuno ovviamente lo vuole.
Innanzi tutto facciamo delle ricerche mediche e scientifiche serie, a cui partecipino tecnici designati dagli enti e dai comitati e poi, facciamolo altrove, dove?
La mia proposta è molto semplice, realizzare un selettore dei rifiuti che separi i metalli, e quant’altro utilizzabile dai rifiuti, quindi costruire una piattaforma marina su cui installare l’inceneritore.
Va da se che nessun territorio vuole l’Inceneritore, allora perché non realizzarlo in mare?
Pensiamoci e forse l’idea non vi sembrerà così pellegrina, se ci stava il gassificatore in mare, perché non un inceneritore?
Claudio Raspollini
Si è appena sopita l’eco del referendum a Campi Bisenzio sulla costruzione dell’inceneritore dei rifiuti.
Certamente il dato positivo è dato dalla percentuale dei voti contrari alla sua costruzione, anche se siamo in presenza della classica vittoria di Pirro, perché non si è raggiunto il quorum per la validità del referendum stesso.
In questo caso ha vinto una forza terribile che risiede nel concetto di comodità e disimpegno.
Ha vinto la parola d’ordine, quella di non andare a votare.
purtroppo questa prassi sta diventando una regola che rischia di ridurre ulteriormente la democrazia.
Ci stiamo incamminando lentamente verso una società del tutto americanizzata, dove solo una minoranza vota e partecipa al voto politico, il resto subisce supinamente quello che altri decidono per loro.
Che tristezza!
Non andare a votare non esprime una idea, semplicemente esprime l’aridità di chi non ha intenzione di scendere sul ring democratico del confronto politico.
Si accetta la sfida, ma poi non ci si presenta sul ring.
I politici quelli di carriera hanno capito che spesso per vincere è sufficiente non partecipare, far leva sulla “svogliatezza” delle persone, quella voglia di non fare che determina l’assenteismo dalle urne, che rende valida l’indecisione, la scheda bianca e la rabbia di chi scrive parolacce sulla scheda.
Eccoci allora a partiti invisibili che per aumentare il loro consenso sposano la tesi del disimpegno.
Ciò che doveva essere una grande manifestazione di volontà popolare, di partecipazione, diventa l’espressione di pochi facinorosi contrari al progresso, alla soluzione dei problemi, questo almeno quello che vorrebbero darci ad intendere, soprattutto il presidente della Provincia, che non rinuncia a dire nonostante il voto che andrà avanti.
Quanta miopia politica.
Viviamo in una società preoccupata a bollare tutto ciò che emerge come di “sinistra” o di “destra” a prescindere dai contenuti.
Comprendete bene che siamo in presenza dell’assurdo.
L’inceneritore è dannoso o potenzialmente pericoloso, lo sapremo con esattezza solo col tempo.
Eppure per i rifiuti va trovata una soluzione non solo che contenti tutti, ma che sia valida e non un palliativo.
Che fare?
Prima di tutto impegnarsi e dare la propria adesione col voto a quella che tutti chiamano democrazia dal basso, che viene osannata come la medicina per avvicinare la politica alla gente, per poi vedere invece dove ci porta quella strada.
Poi se il danno dell’inceneritore viene dalla sua posizione troppo vicina alle case, alla gente, facciamolo da un’altra parte.
Ma nessuno ovviamente lo vuole.
Innanzi tutto facciamo delle ricerche mediche e scientifiche serie, a cui partecipino tecnici designati dagli enti e dai comitati e poi, facciamolo altrove, dove?
La mia proposta è molto semplice, realizzare un selettore dei rifiuti che separi i metalli, e quant’altro utilizzabile dai rifiuti, quindi costruire una piattaforma marina su cui installare l’inceneritore.
Va da se che nessun territorio vuole l’Inceneritore, allora perché non realizzarlo in mare?
Pensiamoci e forse l’idea non vi sembrerà così pellegrina, se ci stava il gassificatore in mare, perché non un inceneritore?
Claudio Raspollini
Autore: zanobi
Categoria: Promotore Generale Nazionale
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giovedì, 02.10.08 10:41:33
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