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Lettere alle vittime degli abusi

Alle vittime degli abusi

Alle vittime degli abusi

ed alle loro famiglie.

 

 

Vi scrivo a nome del Team Nazionale e di tutti i soci dell’associazione, perchè abbiamo appreso solo ora, dai giornali della vostra terribile e triste vicenda.

Una vicenda che fa inorridire le coscienze e scuote la nostra fede, ma che al tempo stesso grida Giustizia e Verità.

In un momento in cui sui giornali si levano voci “sconclusionate” mirate a difendere, giustificare, criticare, noi vogliamo collocarci nella linea di S.S. Benedetto XVI, che attraverso il suo magistero più volte e con forza si è raccomandato di “tutelare” e “rendere Giustizia”, anche per casi accaduti nel passato, alle VITTIME.

Vittime che a nostro avviso sono state dimenticate, se non addirittura trasformate in colpevoli, di cui tutti parlano ma nessuno si schiera con loro, dalla loro parte.

Esse sono il “gregge evangelico” per cui il “Buon Pastore, Gesù” offre la propria vita difendendole dai lupi rapaci.

Per questo il nostro pensiero, la nostra solidarietà va incondizionatamente alle vittime.

A quelle bambine di allora, oggi donne, a cui la “brutalità e la violenza” fatta in nome di Dio ha rubato l’infanzia, l’innocenza e cosa più terribile, la fede e con la fede la speranza, la gioia della vita.

Il nostro pensiero va a quelle famiglie, segnate da un solco profondo di dolore e sofferenza a cui nessuno, tranne i giornali e pochi coraggiosi sacerdoti, sembrano dare importanza, sembrano dire una parola di sostegno e solidarietà.

Il nostro pensiero va a quei giovani, provenienti da quella parrocchia, che hanno deciso con generosità di donarsi a Dio attraverso il ministero sacerdotale e che oggi alla luce di questi terribili fatti devono rileggere la propria vocazione distinguendo tra la voce di una “psedudo-veggente”, venditrice di fumo, e la chiara voce di Dio.

Il nostro pensiero va alla comunità cristiana fiorentina, oggi disorientata e confusa da questi fatti che ogni giorno di più invoca chiarezza insieme a  Giustizia e Verità.

Per questi nostri fratelli e sorelle nel dolore leviamo la nostra voce per dire, “non temete”, “non siete soli”, noi tutti vi siamo vicini con la preghiera e con tutta la nostra solidarietà, con tutta la forza interiore possibile e con l’umanità di cui siamo capaci.

Per voi lo slancio del nostro cuore, per condividere, per quanto possibile, la vostra sofferenza, che mai saremo in grado di comprendere, ma che in Gesù Cristo Risorto, nostra speranza, in qualche maniera ci appartiene.

In forza di questa fede condivisa facciamo nostre le vostre richieste che pienamente condividiamo, ed alle quali uniamo la nostra voce nel chiedere GIUSTIZIA e VERITÁ, che sole permetteranno a tutti di costruire il futuro superando il passato.

 

San Piero a Ponti 14 aprile 2007

 

Claudio Raspollini

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